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  • Immagine del redattorePaola, La Casuarina

Ma la sostenibilità da che parte sta?



Oggi più che mai l’interesse nei confronti della sostenibilità ambientale cresce in modo direttamente proporzionale alla confusione che ne deriva e che spesso accompagna eventi a rapida crescita.


Al consumatore disorientato arrivano in soccorso le applicazioni per smartphone che, con un sistema semaforico rigido e severo, lo guidano verso la salvezza del mondo e degli oceani.


I concetti di Green Beauty sono diventati una tendenza dominante tra le community. I social promuovono e sostengono comportamenti rispettosi dell’ambiente mentre le celebrità o gli influencer indirizzano le attitudini di acquisto verso cosmetici sostenibili e attenti all’ambiente.


Marketing Green Beauty: allora tutto bene? Non proprio.


Il modo di argomentare un problema così globalizzato come quello ambientale è spesso parziale, dove frasi a effetto e una visione distorta del problema sfociano più

che altro in un’estensione del proprio pensiero e rigorosamente a sostegno dello sponsor di turno. Ma alla base di una scelta non ci dovrebbe essere una decisione informata?


Siamo in una corsa contro il tempo in cui non possiamo permetterci di portare la questione ambientale al solo livello di mero concetto di marketing o di raccolta like.

L’industria Cosmetica deve diventare parte attiva di questa informazione, anche sui social.


La volontà di mettere in atto processi sostenibili e attenti all’ambiente da parte delle aziende cosmetiche è del tutto legittimo anche quando è guidata dalla prospettiva di ottenere un beneficio economico, raggiungendo quei consumatori attenti alle questioni ambientali. Ma occorre fare uno sforzo in più. La comunicazione marketing deve diventare un percorso educativo, pieno di contenuti L’obiettivo per ridurre l’impatto ambientale è un cammino che si fa insieme: industria cosmetica e consumatore finale.

L’azienda ha come obiettivo il miglioramento di tutti i processi produttivi per ridurre l’impatto ambientale. Ma il consumatore dovrà focalizzare la sua attenzione sulla fase

d’uso e post uso. Ovvero le due fasi che, in maniera predominante, fanno la differenza sull’impatto ambientale, abbandonando il pregiudizio che l’inquinamento è sempre colpa di qualcun’altro, ovvero dell’industria.


Questo è in parte vero per molti settori industriali, ma non per quello della cosmetica che a livello globale ha un impatto molto basso.


Come industria cosmetica, che cosa dobbiamo comunicare al consumatore per migliorare l’efficacia delle misure già attuate?


Dovremmo ricordargli che anche le sue scelte e le sue azioni hanno un impatto diretto sul destino ambientale del prodotto, un ruolo a cui l’industria non si può sostituire. Acqua, energia, spreco e rifiuti, sono le quattro caratteristiche principali su cui ha impatto la fase di uso e di post uso del prodotto cosmetico, caratteristiche che il consumatore dovrebbe conoscere per migliorare l’impronta ambientale del prodotto.


Per quanto può sembrare banale una campagna efficace deve comunicare al consumatore l’impatto dell’uso di alcuni prodotti, come per esempio shampoo o docciaschiuma, sul consumo d’acqua e di energia. Consigliare e sensibilizzare il consumatore sulla riduzione del tempo della doccia, sulla chiusura dell’acqua mentre ci

si spazzola i denti, far presente che i prodotti poco schiumogeni hanno il beneficio di inquinare meno ma lo stesso potere lavante di quelli molto schiumogeni. Proporre contenitori che “misurano” e regolano la quantità erogata è utile per ridurre la tendenza intrinseca a utilizzare una quantità di prodotto eccessiva e sul corretto utilizzo del prodotto.

In etichetta troviamo le indicazioni per un corretto smaltimento, ma chi controlla che il compito è stato svolto? E in modo efficace? E la quota di inciviltà che caratterizza il genere umano in quanto tale quanto andrà a vanificare tutto il lavoro svolto a monte dall’industria ?


E’ all’industria Cosmetica, quella con C maiuscola, che spetta il compito di educare il consumatore di domani, in modo oggettivo, illuminato, con parole supportate dai fatti. Solo così le misure messe in atto per ridurre il danno ambientale e per aumentare la sostenibilità possono diventare realisticamente efficaci.

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