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Nervosi, elettrici e in fuga: domare lo stress (e la caduta) prima che sia tardi

29 set
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 6 ott


I nostri capelli sono molto più di un semplice dettaglio estetico: rappresentano una parte profonda della nostra identità e del nostro benessere emotivo. Quando li vediamo forti e luminosi ci sentiamo a nostro agio, ma quando iniziano a cadere in modo abbondante, la chioma diventa lo specchio visibile del nostro stato d'animo. Per capire come prendercene cura, è fondamentale fare un passo indietro e guardare da vicino come sono fatti.


La parte che pettiniamo ogni giorno è il fusto, una struttura formata da cellule completamente cheratinizzate e non vitali, disposte in tre strati che vanno dall'esterno all'interno: la cuticola, la corteccia e il midollo. La vera vita del capello, tuttavia, si sviluppa sotto la superficie cutanea. La radice è saldamente ancorata nel derma e termina nel bulbo pilifero, una centrale operativa che riceve ossigeno e nutrimento dai vasi sanguigni. Il ciclo vitale di ogni capello segue un ritmo preciso che alterna momenti di crescita attiva (fase anagen), fasi di transizione (catagen) e periodi di riposo (telogen). In condizioni normali, circa il novanta per cento della chioma si trova in costante crescita, mentre il restante dieci per cento si avvia verso la naturale caduta per lasciare spazio ai nuovi nati.


Questo equilibrio perfetto può però alterarsi con l'età o a causa dello stress psico-emotivo quotidiano. Quando viviamo periodi particolarmente intensi o prolungati, il nostro cervello attiva l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, stimolando la produzione di cortisolo, il noto ormone dello stress. Un'esposizione cronica a livelli elevati di cortisolo si ripercuote direttamente sul cuoio capelluto e sui follicoli piliferi, accelerando la caduta dei capelli e lasciando spazio all'alopecia psicogena. Questa perdita improvvisa e copiosa finisce spesso per alimentare un circolo vizioso: la vista dei capelli che si diradano mina l'autostima, generando nuova tensione e ulteriore stress.


Proprio per rompere questo meccanismo, la ricerca scientifica ha concentrato l'attenzione sulle virtù della Prunella vulgaris, una piccola pianta perenne adattogena nota fin dall'antichità nella medicina popolare per le sue proprietà lenitive e cicatrizzanti. Recentemente è stato sviluppato un estratto dalle sue parti aeree (PVE) specifico per proteggere il cuoio capelluto e contrastare i danni da stress.


I test di laboratorio hanno rivelato risultati straordinari. Le analisi istologiche hanno dimostrato che questo estratto riesce a preservare la struttura del follicolo e della papilla dermica, il motore chiave della crescita del capello. Inoltre, gli studi in vitro su neuroni sensoriali umani hanno confermato che l'ingrediente è in grado di stimolare il rilascio di ossitocina, un ormone prezioso noto per la sua azione ansiolitica e riequilibrante sull'umore.

 

A conferma dell'efficacia molecolare sono arrivati anche i dati degli studi in vivo, condotti in doppio cieco su donne sottoposte a forte stress e colpite da intensa caduta di capelli.


Applicando quotidianamente per ottantaquattro giorni una formulazione arricchita con il 2% di estratto di Prunella vulgaris, i ricercatori hanno registrato un incremento del 21% nella crescita dei capelli e un aumento del 22% nel rapporto tra la fase di crescita e quella di riposo. Oltre a frenare la caduta indotta dallo stress, il trattamento ha trasformato visibilmente la chioma, migliorandone la lucentezza e la morbidezza dell'83% e incrementandone il volume del 38%.


L'estratto di Prunella vulgaris si conferma così molto più di un semplice ingrediente cosmetico: è un alleato promettente per restituire vitalità al cuoio capelluto e forza ai capelli, aiutando chi sta attraversando un periodo di stress a ritrovare, insieme a una chioma rigenerata, anche la fiducia in se stesso.

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